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Addebito separazione: marito incastrato dai WhatsApp inviati all’amante se non dimostra l’illegittima acquisizione.

La quarta sezione civile del Tribunale di Monza con sentenza 1578/20 ha sancito che spetta al marito l’addebito della separazione in caso di messaggi scambiati con l’amante e prodotti in giudizio dalla ex moglie, in quanto si tratta di chat liberamente valutabili ex art. 116 c.p.c., non essendo provata l’illecita acquisizione dalla controparte. Il giudice, dunque, si convince che il marito intraprende la relazione extraconiugale prima che la moglie vada via di casa e, che proprio tale relazione avrebbe reso non tollerabile la convivenza. Pertanto, va al marito la colpa della fine del matrimonio pur non essendo sufficiente la violazione dei doveri ex art. 143 c.c. a far scattare l’addebito: l’ex moglie dovrà provare che la violazione dell’obbligo di fedeltà è la causa dell’intollerabile convivenza, mentre alla controparte spetta dimostrare che la crisi matrimoniale era precedente alla relazione extraconiugale.

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