Avvocato Simone Labonia - Cassazionista |    via F. Gaeta, 7 84129 - Salerno (SA) | C.f. LBNSMN73D01F839T | P. Iva 03438870655

È IL MIO DIFENSORE DI FIDUCIA: NON SERVE LA NOMINA, BASTANO I FATTI!

Sentenza 9914/2024 Cassazione

In tema di formalità per la nomina del difensore, l’art. 96 cod. proc. pen. non costituisce una norma inderogabile, suscettibile, pertanto, di una interpretazione ampia ed elastica.
Comportamenti concludenti idonei a documentare la riferibilità della nomina, costituiscono elementi sintomatici dell’esistenza di un rapporto fiduciario tra l’imputato e l’avvocato che ha svolto, di fatto, le funzioni di difensore.

In conseguenza, per il corretto svolgimento del rapporto processuale, è essenziale che l’autorità giudiziaria acquisisca la contezza che la parte interessata abbia manifestato realmente la volontà di conferire al professionista l’incarico di difenderla, senza la necessità che sia manifestata, ma anche attraverso comportamenti concludenti.
In buona sostanza, il termine «dichiarazione» contenuto nell’art. 96 cod. proc. pen., va interpretato estensivamente come «manifestazione di volontà», che può essere espressa o tacita.

Evidenziato che, “se una dichiarazione della parte costituisce il requisito fondamentale per la validità della nomina del difensore, essa non necessita di formule sacramentali come quelle richieste dall’art. 83 cod. proc. civ. per la procura alle liti e ciò in quanto la disciplina prevista dall’art. 96 cod. proc. pen. si distingue da quella del codice di procedura civile per una maggiore duttilità, conseguente alle differenze tra i due tipi di processo: è, quindi, sufficiente – ai fini della validità della nomina del difensore del querelante – che quest’ultimo abbia chiaramente manifestato, con una sua dichiarazione, la volontà di essere assistito da un determinato avvocato“.

Basta, quindi, una chiara manifestazione di volontà dell’imputato in ordine alla nomina del difensore di fiducia, al quale deve essere, per gli effetti, notificato l’avviso di conclusione delle indagini, ai sensi dell’art. 415 cod. proc. pen.