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Sentenza 16090/2024 Corte Cassazione

La Suprema Corte, con la sentenza esaminata, ha precisato che l’art. 572 c.p. non prevede il ricorso a forme di sostanziale “autotutela“, mediante un comportamento di “compensazione” fra condotte penalmente rilevanti e reciprocamente poste in essere.

In buona sostanza, nella fattispecie di maltrattamenti in famiglia, hanno rilevanza la reciprocità delle ingiurie e delle condotte vessatorie solo quando le offese presentino un grado di intensità tale, per cui non può dirsi che vi sia un soggetto che maltratta ed uno che è maltrattato. (cfr.Cass.4935/2019)

Di fatto, viene specificato che la condotta di chi, sistematicamente infligga vessazioni in danno di altro componente della famiglia, così da rendergli insostenibile il regime di vita, configura il reato di maltrattamenti anche nel caso in cui le condotte siano reciproche, non prevedendo la fattispecie di cui all’art. 572 cod. pen. il ricorso a forme di sostanziale autotutela, mediante un regime di “compensazione” delle violenze subite.

Qualora si volesse considerare valido l’orientamento ermeneutico che, a determinate condizioni, riconosce rilevanza alla reciprocità delle offese va, comunque, tenuto conto che tale rilevanza è stata circoscritta alla sola ipotesi in cui le offese e le umiliazioni reciproche presentano un grado di gravità e intensità per cui, ribadisce la Cassazione, “non può dirsi che vi sia un soggetto che maltratta l’altro ed uno che è maltrattato, né che l’agire dell’uno sia teso, anche dal punto di vista soggettivo, ad imporre all’altro un regime di vita persecutorio ed umiliante”.

Infine, la Corte sottolinea che, dal punto di vista sistematico, laddove il legislatore ha inteso riconoscere rilevanza alla reciprocità delle offese, lo ha fatto espressamente come nel caso previsto dall’abrogato articolo 599, comma primo c.p. in base al quale era facoltà del giudice, in caso di reciproche offese dell’onore o del decoro di altra persona, dichiarare la non punibilità del fatto ove le offese fossero state equivalenti.