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Il Comune non risarcisce il centauro caduto perché la chiazza d’olio è troppo recente.

Lo ha stabilito la terza sezione civile che, con l’ordinanza 6826/21, ha ritenuto inammissibile il ricorso di un motociclista affermando che lo spazio temporale tra la perdita dell’olio e la caduta sia stato troppo breve per un tempestivo intervento a salvaguardia dell’incolumità e sicurezza del traffico da parte della pubblica amministrazione. Il Supremo collegio ha escluso che la cadenza temporale tra il rilascio della sostanza viscida e il verificarsi del sinistro potesse consentire a Roma Capitale un intervento che proteggesse la sicurezza del traffico, visto il poco tempo intercorso.

Si legge in sentenza che “..in caso di repentina e imprevedibile alterazione dello stato della strada e delle sue pertinenze, l’evento dannoso si sia verificato prima che l’ente proprietario abbia potuto rimuovere, nonostante l’attività di controllo espletata con diligenza per tempestivamente ovviarvi, la straordinaria ed imprevedibile condizione di pericolo determinatasi”. Pertanto, il ricorso è stato ritenuto inammissibile.

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