Avvocato Simone Labonia - Cassazionista |    via F. Gaeta, 7 84129 - Salerno (SA) | C.f. LBNSMN73D01F839T | P. Iva 03438870655

IN VERITÀ FACCIO TUTT’ALTRO MESTIERE! HO SOLO COLLABORATO ALLA STESURA DELL’ATTO!

Sentenza 13341/2024 Corte Cassazione

L’articolo 348 Codice Penale, che tratta di “esercizio abusivo”, prevede che “Chiunque esercita una professione, per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato, è punito con la reclusione fino a sei mesi o con la multa da euro 103 a euro 516”.

Nel caso esaminato, la persona non titolata, aveva avuto numerosi contatti non solo telefonici o epistolari con controparti e colleghi in tema di recupero crediti, ma aveva anche coadiuvato alla redazione di ricorsi per decreto ingiuntivo.

Ad una convalida di condanna in appello, la difesa dell’imputato ricorreva in cassazione, in quanto lo stesso non avrebbe posto in essere un’attività professionale tipica, in maniera continuativa e sistematica.

Secondo giurisprudenza consolidata della Suprema Corte, costituisce  esercizio abusivo della professione legale lo svolgimento dell’attività riservata al  professionista iscritto nell’albo degli avvocati, anche nel caso in cui l’agente,  abbia fatto firmare l’atto tipico, da lui predisposto, da un legale abilitato.
In caso contrario andrebbe vanificato “il principio della generale riserva  riferita alla professione in quanto tale, con correlativo tradimento  dell’affidamento dei terzi”. (cfr.Cass.52888/2016 e 29492/2020).

Inoltre, “Il delitto previsto dall’art. 348 cod. pen., avendo natura istantanea, non esige un’attività continuativa od organizzata, ma si perfeziona con il compimento anche di un solo atto tipico o proprio della professione“.