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MA QUALE ESTORSIONE: PRETENDEVO SOLO POCHI EURO OGNI TANTO!

Sentenza 9912/2024 Corte Cassazione

L’attenuante della lieve entità del fatto, applicabile anche al delitto di estorsione, non è configurabile nel caso in cui le richieste estorsive siano sistematiche, pur se singolarmente di modesta entità economica, in quanto il reato deve essere valutato nel suo complesso.

In applicazione di tale principio, la Suprema Corte ha giudicato immune da censure la decisione del giudice di merito, che aveva escluso l’attenuante, ritenendo irrilevante la ridotta entità della somma di denaro richiesta in ogni singolo episodio.

Deve anzitutto essere chiarito che la lieve entità del delitto estorsivo, secondo quanto ricostruito dalla Corte costituzionale con sentenza 139/2023, “non costituisce fattispecie autonoma di reato ma circostanza attenuante, in quanto l’interesse protetto dalla norma riguarda pur sempre la libertà di autodeterminazione della vittima identificando l’oggetto sul quale va ad incidere la condotta illecita“.

Conseguentemente, non è dato sostenere che si tratti di due fattispecie distinte, ma di un’ attenuante la quale introduce un elemento ulteriore rispetto all’ipotesi tipica prevista dall’art. 629 cod. pen. incidente sulla entità della pena.

Non ha fondamento quindi il motivo con il quale si lamenta il mancato riconoscimento dell’attenuante, quando le caratteristiche dell’azione consentono di escludere la possibilità di applicare detta diminuente (Sez. 2, Sentenza n. 32569 del 16/06/2023).

Nel caso in esame le richieste di denaro erano sistemiche e ciò confligge con il fattore riconosciuto all’ipotesi di lieve entità che, secondo la Corte Costituzionale, riguarda episodi caratterizzati dalla “occasionalità” dell’iniziativa delittuosa.