Avvocato Simone Labonia - Cassazionista |    via F. Gaeta, 7 84129 - Salerno (SA) | C.f. LBNSMN73D01F839T | P. Iva 03438870655

Nell’ambito di una riorganizzazione aziendale, la sottoutilizzazione di un dipendente non deve essere considerata necessariamente mobbing.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 5472 del 26 febbraio 2021, ha respinto il ricorso di una donna che, a seguito del suo riposizionamento lavorativo sfavorevole, non ha ricevuto alcun risarcimento perché lo stesso, era dovuto essenzialmente alla sostituzione di tutto il sistema informatico. La Suprema Corte infatti, ha chiarito che, l’uso minore della professionalità dell’impiegata viene giustificato dalla riorganizzazione aziendale, ed inoltre, ha chiarito che, il mobbing, ove riferito ad atti astrattamente leciti ma che in concreto si caratterizzano per l’intento vessatorio, presuppone la prova dell’elemento soggettivo intenzionale, in quanto elemento caratterizzante della fattispecie.

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