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PRIMIERA, SETTEBELLO E DUE KALASHNIKOV!

Sentenza 50845/2023 Corte Cassazione

Ad un detenuto sottoposto al regime differenziato ex art. 41-bis, viene negato dalla direzione della casa circondariale, l’acquisto di due mazzi di carte da gioco, da tenere in cella e da utilizzare nelle ore destinate alla socialità, così da poter evitare di servirsi di quelle messe a disposizione dall’amministrazione e limitare il pericolo di contagio virale.

Confermato il rigetto del reclamo da parte del magistrato del tribunale di sorveglianza.

La Suprema Corte ha ritenuto corretta
la “prova di forza” da parte degli organi di controllo, che hanno basato le loro motivazioni su una carenza dimostrativa, in riferimento al rischio per la salute e, cosa quanto meno originale, sull’ipotesi che quei mazzi di carte, potessero servire a veicolare messaggi all’esterno della struttura!
Come ciò sarebbe stato possibile, resta nelle fantasiose menti di coloro che hanno stilato il provvedimento di diniego!

La decisione è dunque un eccellente esempio di quella “giurisprudenza del no“, che legittima scelte immotivatamente ed inutilmente restrittive dell’amministrazione penitenziaria, sulla base di considerazioni prive di reale fondamento logico e giuridico.

In riferimento alla valutazione del rischio di veicolazione di messaggi all’esterno, ci si limita ad osservare la singolarità del ragionamento del collegio di legittimità che, mentre da un lato imputa al ricorrente di avere speso considerazioni generiche in riferimento al pericolo di contagio, dall’altro avalla quelle del tribunale di sorveglianza, che si limita ad affermare la possibilità della veicolazione di messaggi, senza indicarne metodi e forme.

Alcuni eccessi, a volte, potrebbero essere evitati, nel nome di quel rispetto per l’individuo, che deve indirizzare le scelte anche nell’ambito delle misure restrittive.
Più volte la Commissione Europea sui Diritti dell’Uomo, demandata al controllo di questo delicato settore giurisprudenziale, ha indicato le linee guida da seguire, richiamando gli Stati membri ad una maggiore attenzione sociale nei confronti dei detenuti.