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QUELLE STRANE SOCIETÀ “VESTITE” DA STRANIERE!

Sentenza 7140/2024 Cassazione Penale

L’obbligo di presentazione della dichiarazione annuale dei redditi da parte di una società avente residenza fiscale all’estero, sussiste se detta società abbia stabile organizzazione in Italia.
Ciò avviene quando si svolgano in territorio nazionale la gestione amministrativa e la programmazione per il raggiungimento del fine sociale: non ha quindi rilevanza il luogo di adempimento degli obblighi contrattuali e dell’espletamento dei servizi (cfr. Cass. 10098/2019 -17299/2014).

L’espressione “esterovestizione” è dunque riferita ad un’impresa estera che abbia una sede fissa nel territorio italiano, ove effettua tutti gli atti necessari affinché sia raggiunto un fine sociale, senza dichiarare al nostro fisco i relativi proventi.
Per tali ragioni viene definita “artificiosa” la costituzione o il trasferimento della sede della società all’estero, attuando la creazione di una forma giuridica non corrispondente alla realtà economica.

Le società “estero vestite” però, non sono necessariamente sempre prive della loro autonomia giuridica e patrimoniale, automaticamente qualificabili come “schermi” artificiosamente costruiti; in buona sostanza possono esistere forme societarie del tutto apparenti e del tutto fittizie, sia altre forme, dotate di una propria reale autonomia operativa.

Il famoso detto che “l’abito non fa il monaco“, può essere tranquillamente trasferito anche in ambito societario, dove non sempre tutto è come appare, necessitando una attenta valutazione, finalizzata all’individuazione di illeciti comportamenti fiscali.