Avvocato Simone Labonia - Cassazionista |    via F. Gaeta, 7 84129 - Salerno (SA) | C.f. LBNSMN73D01F839T | P. Iva 03438870655

Tag: diffamazione

Nessuna diffamazione in caso di critica al datore sui social.

di studio

La quinta sezione penale della Corte di Cassazione con sentenza n. 17784 depositata il 4 maggio ha sancito che, non scatta il reato di diffamazione se, sui social, viene duramente criticato il datore di lavoro, ad esempio per motivi inerenti allo sfruttamento dei lavoratori. L’art. 21 della Costituzione dispone che “Tutti hanno diritto di manifestare…

Social network: condannato per diffamazione anche chi offende ignoti.

di studio

La Corte di Cassazione con sentenza 10762/22 ha sancito che, rischia la condanna per diffamazione grave ex art. 595 terzo comma c.p., per chi offende, tramite social, con parole sgradevoli e lesive dell’onore o reputazione, anche senza indicare i nomi, in quanto, tale condotta è comunque idonea a raggiungere un numero indeterminato ma comunque apprezzabile…

Social: diffamazione aggravata anche se l’offesa non indica i nomi.

di studio

La sesta sesta sezione penale della Corte di Cassazione con sentenza 2598/22 ha sancito che scatta il reato di diffamazione aggravata anche se le frasi offensive vengono pubblicate senza indicare i nomi. nel caso in esame, all’imputato veniva contestata la pubblicazione di frasi minacciose contro le forze dell’ordine che poco prima lo avevano fermato e…

Niente diffamazione per il giornalista che, per denunciare i favoritismi nella gestione degli appalti pubblici, si avvale di uno scritto anonimo.

di studio

Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione con la sentenza n. 24818/21, depositata il 24 giugno. Nel caso di specie il giornalista in questione aveva pubblicato un articolo in cui denunciava favoritismi nella gestione degli appalti pubblici, e perciò era stato accusato di diffamazione da colui che risultava essere il responsabile di tali…

Reato di diffamazione per chi usa la bacheca di Facebook per post offensivi.

di studio

Lo ha stabilito la quinta sezione penale della Cassazione con la sentenza 24212/21 depositata il 21 giugno. Nel caso di specie, una donna è stata ritenuta responsabile del reato di diffamazione ed è stata condannata a risarcire il danno perché i post pubblicati dalla stessa risultavano offesivi, dal momento che riportavano fatti della vita privata…

Open chat