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Tag: sentenza Cassazione

MANIERE FORTI PER EDUCARE I FIGLI? NON È PIÙ IL MOMENTO PER FARLO!

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Sentenza 30780/3025 Corte Cassazione Un tempo era quasi normale usare un “sonoro scappellotto educativo”, un rimprovero fisico per insegnare la lezione. Oggi, invece, tali gesti sono considerati non più un mezzo educativo ma un comportamento potenzialmente rilevante per il codice penale. La sensibilità sociale e l’interpretazione giurisprudenziale si sono evolute, trasformando quello che una volta…

GIU’ LE MANI DAI MIEI MESSAGGI IN MEMORIA: OCCORRE IL PERMESSO DEL GIUDICE!

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Sentenza 31878/2025 Corte Cassazione Secondo l’interpretazione offerta dalla Suprema Corte, i messaggi WhatsApp, SMS o email contenuti nella memoria di un dispositivo elettronico mantengono la natura di corrispondenza, ai sensi dell’art. 15 Cost., almeno finché non abbiano perso ogni carattere di attualità: cioè finché non si siano trasformati in mero documento storico. In tale fase…

NAVIGARE SUL COMPUTER AZIENDALE PUÒ PORTARE IN MARI TEMPESTOSI

di studio legale labonia

Ordinanza 8943/2025 Corte Cassazione Sancito che il datore di lavoro, per poter prendere drastici provvedimenti, deve documentare l’addebito in maniera circostanziata e precisa. La Suprema Corte, confermando le pronunce dei primi due gradi di giudizio, conferma che, senza prove dettagliate sulla durata e sistematicità della condotta, il licenziamento per giusta causa è illegittimo. Il caso riguarda un…

SE LA LEGGE È MORBIDA, IO NON LO SONO!

di studio legale labonia

Sentenza 12497/2025 Corte Cassazione La Suprema Corte si è pronunziata sulla cosiddetta “giustizia fai da te”, sancendone il non riconoscimento rispetto ad ogni parametro giuridico. La vicenda da cui è scaturita la sentenza, ha visto una donna agire da “giustiziera” nei confronti di un uomo, dalla stessa ritenuto responsabile del furto di due cellulari. La…

QUESTI DEBITI NON LI PAGO: SONO DATATI!

di studio legale labonia

Sentenza 7489/2025 Corte Cassazione In buona sostanza, il proprietario di un immobile non è automaticamente responsabile dei debiti condominiali sorti prima dell’acquisto. Nel caso preso in esame, erano contestati debiti su un immobile acquistato nel 2010, mentre la delibera condominiale per lavori di ristrutturazione risaliva al 2005. La sentenza definitiva di condanna del condominio, però, era del 2016: per…